Johann Joachim Quantz (1697 - 1773)
“Colui che si sforza per tutta la vita al fine di diventare un maestro nell’esprimere le sue passioni nella maniera più completa possibile, non avrà alcuna difficoltà nel contraffare in sé stesso il sentimento richiesto dal brano che deve eseguire. Soltanto allora esprimerà pienamente il pensiero del compositore come se scaturisse dalla sua stessa anima. Chi non comprende questa encomiabile arte della simulazione è ben lontano dal considerarsi un vero musicista, e non è migliore di un qualunque altro comune lavorante, anche se fosse in grado di intendere tutto il contrappunto del mondo e potesse eseguire ogni diavoleria tecnica sul suo strumento. Vi sono purtroppo molte persone che preferiscono impiegare l’arte della simulazione nella vita di tutti i giorni invece che metterla al servizio della musica, officio in cui essa si riveste di tanta innocenza quanto in altre circostanze si copre di illegittimità.”
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“Celui qui, pendant toute sa vie, s’efforce de devenir un maître dans l’expression de ses propres passions dans la manière la plus complète, n’aura aucune difficulté à contrefaire en soi-même le sentiment qui la pièce qu’il doit exécuter exige. Seulement à ce moment-là il pourra exprimer entièrement la pensée du compositeur comme si elle naissait de sa propre âme. Celui qui ne comprend pas l’art, digne d’éloge, de la simulation, est bien loin de se considérer un vrai musicien. Il n’est pas mieux qu’un ordinaire ouvrier quelconque , même s’il était capable de comprendre tout contrepoint et pouvait exécuter n’importe quelle diablerie technique sur son instrument. Malheureusement, beaucoup de personnes préfèrent employer l’ars de la simulation dans leur quotidien au lieu de la mettre au service de la musique, où elle est tout-à-fait innocente à différence des autres circonstances, où elle devient illégitime.”![]()
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